RAT-NEWS

TOC TOC

 Vi ricordate Gliavengers?

Io no.

 

Ma in tutto il mondo, folle adoranti hanno accolto Gliavengers come il film che ha salvato il mondo del cinema supereroistico e d’azione. “Il Vecchio è solo”, scriveva il mitico Beppe Fenzi, per commentare questa mia posizione nei confronti del film Disney. Per sottolineare che sono l’unico, in tutto il mondo, a non parlare bene de Gliavengers.

 

E finalmente è stato il momento di sollevare di nuovo la testa grigia con fierezza, perché dal 7 agosto (e dal 17 agosto per il resto del mondo) il Vecchio non era più solo.

Perché grazie al buon Roberto “Rrobe” Recchioni, che ha raccontato la cosa QUI (http://prontoallaresa.blogspot.it/2012/08/the-expendables-2-in-missione-per-conto.html),

il 7 ero a Milano all’anteprima di THE EXPENDABLES 2.

 

Al mattino del 7, ero in pace con me stesso, sull’Appennino parmense, ad aggiustare il tetto in lamiera di un tempio buddista. Alle 16 e 45 ero a Milano, stazione centrale, diretto verso gli studi della Universal.

Non ho preso l’aereo, come dice Roberto, ma sono comunque venuto giù dai monti, guidando con la musica di THE EXPENDABLES in sottofondo e azzardando sorpassi in curve alla “speriamobene”, con la faccia pietrificata dal terrore, ma molto mercenaria.

Poi mi sono gettato su un carro bestiame di Trenitalia, che è una cosa che forse ci sarà anche in THE EXPENDABLES 3, dove la mancanza di aria condizionata è stata alleviata, a metà viaggio, dall’accensione delle luci.

Così.

In un rovente pomeriggio di agosto.

Accendono le luci.

Creatività da ferrovieri.

 

E infine Milano Centrale.

Faccio giusto due chiacchiere con Loris Cantarelli, amico e direttore di FUMO DI CHINA, che mi rivela il finale del nuovo BATMAN. Il mio viso da mercenario si incrina per un attimo in una smorfia di dolore da spoiler, un dolore simile alle coliche renali, e poi mi fiondo dentro alla saletta.

 

Due ore scarse dopo, ero fuori, con Matteo Cremona, Davide e Daniele, a esaltarci e a giurare e spergiurare che dopo Rat-Man, farò sicuramente una mini serie sui SACRIFICABILI.

 

Il film è uno di quei film che, per citare il blog “I 400 CALCI”, non importa di che sesso siete, quando entrate al cinema. Quando ne uscirete, sarete solo UOMINI.

 

Ho letto anche un paio di recensioni, però scritte da chi probabilmente non era ancora nato, quando al cinema c’era COBRA.

Gente che sventola Gliavengers come una bandiera vittoriosa, ma non ha assolutamente vissuto l’epoca delle leggende. E non sa come affrontare questo film.

Ragazzi che non vedono oltre l’età degli attori. O le gag. O la trama. O tutti intenti a calcolare i minuti di apparizione di tizio o di caio, come se fosse la cosa più importante delle loro vite, calcolatrice alla mano.

Perché a noi altri, che c’eravamo, THE EXPENDABLES è la più strepitosa idea che chi fa cinema potesse avere negli ultimi anni.

Un’idea talmente impossibile, che vederla realizzata dovrebbe già dirla lunga sulle capacità di Sylvester Stallone. Uno che, lo ricordo, ha in tasca un Oscar per la migliore sceneggiatura, mica il premio “Ciuffoloni 2001 per il miglior sugo da scarpetta”.

Uno che si è rialzato dal pavimento, dove è stato calpestato per un decennio buono da pubblico e critica, riportando anima e corpo nelle sue leggende cinematografiche, contro tutto e tutti, superando ogni avversità in curva, senza nemmeno voltarsi a guardare dov’erano, tutti quelli che lo avevano calpestato. Forse, fermi all’autogrill a mangiarsi un Icaro, esaltandosi per Gliavengers. O Deamazingspaidermen. E non contento, si è creato, a sessant’anni, un nuovo corpo e una nuova mitologia. THE EXPENDABLES. Che non è ancora uscito al cinema il secondo capitolo, già si scommette su chi ci sarà nel terzo. E giù nomi come Clint Eastwood e Steven Seagal che, scusate se è poco, sono già stati messi nei SACRIFICABILI.

 

Non vi spoilererò niente del film. Sarebbe TEMPO PERSO.

 

Vi dirò solo che per due ore scarse, dopo tanti film inutili, ho ritrovato il piacere di farmi coinvolgere dalle mie leggende. E di ridere delle esagerazioni buttate dentro a mani piene. E di fremere di simpatico sdegno per il cattivissimissimo Van Damme. E di esaltarmi per l’apparizione di Chuck Norris. E di salutare il ritorno di Schwarzy al cinema. E di godermi lo spettacolo. Finalmente.

 

Per tutti gli altri, non vi preoccupate, tra un po’ vi fanno Gliavengers 2.

 

Fortunelli.