IL MONDO DI RATMAN

RAT-MAN E... IL DIVINO

Da RAT-MAN 83 - marzo 2011


“PADRE ANGELINI! PADRE ANGELINI!”
Ovvero, quando la fede non basta
di Leo Ortolani

È cronaca di questi anni. Tutti vorrebbero toglierlo dalle aule. Rat-Man. Invece lui rimane a mostrare i suoi lati più nascosti, più intimi, come quello. No, non quello, vi prego! Quello! Quello religioso! Eggià, perché da un po’ di tempo a questa parte, complice un autore sempre sul filo della scomunica, o perlomeno diffidato dall'affermare che è la Terra a girare intorno al Sole, Rat-Man si è scoperto anche una vena religiosa che già fa discutere due o tre persone sui forum online. Ma discussioni accesissime, eh? Tipo: “Ortolani è rimasto quel semplice ragazzo di Betlemme?”. E anche: “Se moltiplichi i pani e i pesci, devo portare un bianco fermo?”
E allora cosa c'è di meglio che interpellare un vero Padre Angelini sull'argomento? Abbiamo così rintracciato don Tommaso Danovaro, un giovane sacerdote che era destinato a grandi cose, che già aveva comprato la tonaca cardinalizia, ma che un giorno è stato sorpreso a leggere RAT-MAN. La curia lo ha subito allontanato in un paesino nascosto, in provincia di Alessandria, in modo che, come don Camillo, si facesse un po’ di esame di coscienza, lui e il suo crocifisso, e ammettesse finalmente che è Rat-Man a girare intorno al Sole e non viceversa.
Tutto sarebbe andato bene e don Tommaso se la sarebbe anche cavata con l'articolo che leggerete di seguito, ma poi è saltata fuori una sua foto di carnevale dove è vestito da Darth Vader e da indiscrezioni del Vaticano sembra che ci sia una parrocchia ancora più piccola che lo sta aspettando. Su Tatooine.


FLETTO I MUSCOLI E… “MIO DIO!”

di Tommaso Danovaro

Il credo di Rat-Man
“Ho sempre creduto ai supereroi. A Dio e ai supereroi” (Rat-Man, RM, 78).
Ogni volta Rat-Man ci sorprende. Come quando apre la storia Gli eroi più potenti del mondo con il suo credo: in Dio e nei supereroi. E non sceglie un Dio qualunque ma proprio quello del Vangelo, perché se “Dio è amore”, come lettura pare un po’ da femmine, è anche – pari pari – una citazione dalla Prima lettera di San Giovanni (1 Gv 4, 8). Che ci racconta di questo amore forte, pronto a dare la vita, capace, per salvare un amico, di scendere nell’abisso. E insieme ci mette i supereroi che, in un piano diverso ma simile, insegnano a vivere così: “Ci indicano la via” (Brakko, RM 54).

Sincero o blasfemo?
Ma è sincero Rat-Man quando dice così? Lui, che dopo i primi successi ci diceva: “Rimango sempre quel semplice ragazzo di Betlemme…” (RM 5), campione di humour nero che non risparmia niente e nessuno con le sue battute “politically scorrect” che gli sono costate una condanna ad Alfatraz (RM 14; dove ci racconta anche perché decide di esprimersi così).
Eppure, a rileggere con attenzione, tra le gag che divertono e la trama che si dispiega, troviamo alcune parole dense, importanti. Magari sono condensate in una sola vignetta, però – ce ne accorgiamo dal cambiamento di ritmo e di tono – riguardano qualcosa di vero e di profondo. Prendiamo per esempio il Gesù di Ratto (RM 70), la parodia che Leo fa di Rambo, nella quale, insieme ad altri temi, ha un posto importante il suo dialogo col crocifisso.

Ratto e Gesù
“È Gesù! Guarda! Mio Dio… cosa gli hanno fatto?!” (RM 70).
Già qui al lettore viene un colpo, con quel “mio Dio” in bilico tra esclamazione e professione di fede. E ci vuole uno semplice come Ratto per stupirsi del crocifisso, per riuscire a coglierne la novità: “Era sempre entusiasta di ogni cosa, come se la vedesse per la prima volta” (RM 56). Allora possiamo, attraverso i suoi occhi, riscoprire lo scandalo e la meraviglia di un Dio – “Mio Dio…” – così.
“Oh, mi scusi… Mi era parso di vedere Gesù nel volto di chi soffre, ma mi ero sbagliato!” (RM 71).
Nella gag, una verità grande: Gesù si identifica con i sofferenti, ma non è facile riconoscerlo in loro. Il Vangelo di Matteo ci racconta lo stupore di tanti nell’incontro finale con Gesù: “Signore, quando mai ti abbiamo veduto…” (Mt 25). Per questo Madre Teresa chiedeva alle sue suore di iniziare la giornata in preghiera davanti al crocifisso, per diventare capaci di riconoscerlo nei sofferenti.
“Sto cercando Gesù.” “Un grande cammino interiore.” “No. Era qui un attimo fa!” (RM 71).
Questo è bello, perché oggi tanti riducono il rapporto con Dio a qualcosa di solo interiore, mentre ha da diventare un’esperienza che tocca la vita, il concreto di ogni giorno. Ed è così, in qualche modo, anche per Rat-Man, che conclude la sua storia con Ratto donandoci ancora qualcosa della sua relazione con Gesù: “Ho sempre un crocifisso con me. Glielo regalo” (RM 71).
È piccolo il suo Gesù, però lo ha sempre con sé.

Verità come luce
Nel suo viaggio a New York, Rat-Man ricorda un episodio della sua infanzia: l’incontro con Capitan Battaglia, con la luce della verità. Una luce-vera che scava in lui e gli mostra le sue meschinità, ma anche il male che c’è attorno a lui. Contemporaneamente fa di quel piccolo un supereroe (RM 78).
Ora, proviamo a cercare sul Vangelo; sì, quello che ci hanno dato a catechismo a che oggi abbiamo nascosto dietro due file di fumetti. Prendiamo il primo capitolo di Giovanni: “Veniva nel mondo la luce vera…” (Gv 1, 9). Per l’evangelista è Gesù che porta questa luce nel mondo, luce che è verità: sul mondo, sull’uomo, su Dio.
Sta a noi riconoscerla, là dove si presenta. Anche tra le pagine di un fumetto, dove eroi di carta ci indicano la via.