COLLANE E SPECIALI

VENERDÌ 12 IV

DOPO VENERDÌ 12…

di Leo Ortolani

…verrà sabato 13. Ma questo lo sapevate già. Quello che tutti mi domandano da molti mesi a questa parte è invece: "Quale serie sostituirà VENERDÌ 12?"; oppure: "Sarà bella come VENERDÌ 12?", "Tornerà VENERDÌ 12?" (e qua il lettore ha già risposto per conto suo alla seconda domanda…). Ma soprattutto molti di voi mi hanno chiesto: "Perché chiudi la serie di VENERDÌ 12?".
Vi ringrazio di cuore per tutto l'affetto che avete sempre dimostrato nei confronti di questa "piccola" serie. Capisco che vi sarebbe piaciuto vederla continuare all'infinito, ma sapete come la penso. Prima o poi tutto finisce, la spinta dolorosa che ha partorito VENERDÌ 12 è ormai sanata da tempo e, con gli ultimi episodi, sentivo che la serie si volgeva verso la sua naturale conclusione.
Così ho preferito chiuderla adesso, mentre ancora vi diverte e vi piace, piuttosto che sfruttarla fino ad annoiarvi per poi arrivare a chiuderla comunque.
Se può consolarvi, sappiate che quando ho finito di scrivere la puntata finale, mi è venuto un magone grosso così, al pensiero che non li avrei più rivisti… Sob! Sob!

Lasciate allora che vi racconti qualcosa di cui potevate fare anche a meno, ma che mi darà il tempo di pensare a come liberare la caviglia!
Lasciate che vi racconti di come Aldo e Giuda mi aiutarono a conquistare Bedelia!
Voi penserete: "È pazzo!", perché Aldo e Giuda sono nati dopo la mia disavventura amorosa con Bedelia. E invece no! Aldo e Giuda c'erano già. Io invece sono pazzo, ma questa ve la racconto un'altra volta.
Eravamo andati a sciare in Francia per la fine dell'anno.
Non sapevo sciare, ma pur di far colpo su di lei fingevo di cadere rovinosamente apposta, per farla ridere. Ah! Ah! Mentre rivoli di sangue mi scendevano da una tempia, le sorridevo come un branzino. Un giorno, mentre eravamo sdraiati al sole in un elegante chalet a mezza pista, che avevo raggiunto falciando una famiglia austriaca, i Kummengross, le raccontai la curiosa storia del "Signore delle Zucche".
Un campo di zucche, cresciuto sotto le mura di un castello, viene posseduto dalle anime inquiete di guerrieri morti e minaccia la solitaria, tranquilla esistenza del castellano e del suo fedele servitore.
La storia le piacque così tanto, che colsi l'occasione per dichiararle tutto il mio amore.
Questo le piacque un po' meno, ma dopo un paio di giorni di riflessione, mi tatuò un curioso numero sull'interno della coscia destra e la nostra storia di passione iniziò!
Il Signore delle Zucche era una storia a fumetti di tipo fantasy che avevo realizzato nel 1985 e in cui comparivano tutti gli elementi della futura saga di VENERDÌ 12: un oscuro maniero, un castellano maledetto (Ser Tuttifrut), un fedele servitore uguale a Giuda (Elpidio Von Cocfresk) e uno scudo appeso nella sala delle armi con l'effigie di una misteriosa donna dai capelli rossi!
Due anni dopo quella storia ne avevo realizzata un'altra, lunghissima, sempre con gli stessi personaggi, intitolata Polvero il Cercatore.
In questo episodio i due affrontavano un pericoloso viaggio per recuperare la "papera di peltro", una chiave rubata dal malvagio (?) Corvus che poteva essere usata per aprire un varco sul mondo del male.
La terza avventura dei due, basata su un viaggio per mare, rimase nel cassetto.


Cosa sto cercando di dirvi, raccontandovi tutte queste belle cose? Semplice! Che non è il caso di dichiarare tutto il vostro amore a una ragazza che sta tranquillamente prendendo il sole in uno chalet. E che forse, un giorno, queste storie potrebbero essere di nuovo raccontate con l'aiuto di Aldo e Giuda, al posto del castellano e del suo servitore!
Ma se tutto questo, al momento, è disperso tra le nebbie della palude delle probabilità, sicuramente Aldo e Giuda non ci lasceranno, e credo che li rivedremo presto nella parodia del Signore degli Anelli che stiamo preparando per quest'anno!


Molte voci si sono invece rincorse nella mia testa (tanto ce n'è, di spazio) sulle probabili candidature a sostituire VENERDÌ 12.
Avevo anche pensato di utilizzare Dark Mouse, la versione Rat-Maniana di Darth Moul, in una serie che avrebbe narrato a brevi episodi la nuova trilogia di STAR RATS, ma alla fine ho puntato direttamente su Gli intaccabili.
Si tratta di una serie nata anni fa sulle pagine della rivista Totem e che allora aveva riscosso un buon successo.
Come periodo di realizzazione e come tematiche è una serie precedente a VENERDÌ 12. Se in VENERDÌ 12 si parla di amori finiti, ne GLI INTACCABILI si parlerà di amori sognati, di ragazze irraggiungibili, di una leggendaria Vera Donna che, al pari di una creatura mitologica, qualcuno giura di avere un cugino che una volta l'ha vista e poi è morto.
Ma GLI INTACCABILI è soprattutto la storia di un gruppo di amici che avete già in parte conosciuto, avendoli io sparsi tra le pagine di questi albi, sia nelle storie di Rat-Man che, più recentemente, in tutta la trilogia finale di VENERDÌ 12.
Farete così la conoscenza di Danilo detto "Cipo", di Antonio detto "Dillinger", di Vassili, che non ha bisogno di altri soprannomi, e di Leo, che secondo me lo conoscete già.
Mi auguro che queste storie vi piacciano e che un giorno, tra qualche anno, mi chiederete: "Perché chiudi GLI INTACCABILI?", protestando affettuosamente con le mazze da baseball in alluminio, come state facendo adesso per VENERDÌ 12.