COLLANE E SPECIALI

VENERDÌ 12 III

"FLASH"! - E in un lampo, VENERDÌ 12

di Luca De Crescenzo

 La collaborazione di StraneMani con Leo risale al 2000, quando realizzammo una prova d'animazione di un minuto del personaggio di Rat-Man. Era il nostro tentativo di interessarlo alla nostra idea di trasformare le sue storie in cartoni animati. Contavamo sul fatto che spesso gli autori di fumetti sono affascinati dall'idea di poter vedere le loro creature prendere vita. Non era la prima volta che StraneMani si cimentava in una simile impresa: avevamo già creato dei cortometraggi tratti da storie di Sergio Staino e di Disegni & Caviglia ed eravamo consapevoli del rischio principale che si corre in questi casi, quello di stravolgere lo stile del personaggio, incorrendo nelle ire del suo creatore.
In realtà questo a noi non era mai accaduto e non si verificò neppure con Leo, che rimase favorevolmente impressionato dal risultato. Uno dei motivi, probabilmente, è che le nostre esperienze lavorative nel settore del cartooning sono molto varie e abbiamo imparato ad adattarci ai generi più diversi. Uno studio d'animazione, infatti, deve sapere passare da serie televisive dichiaratamente umoristiche come Lupo Alberto e Cocco Bill a una più realistica come Corto Maltese.
Naturalmente non si lavora con lo stesso entusiasmo su tutte le produzioni, perché magari si preferisce un genere a un altro. Per esempio, solitamente i lavori ci vengono commissionati dalle case di produzione, che consegnano sceneggiature e personaggi già pronti e delineati, con una regia già impostata. In altri progetti, invece, abbiamo un'indipendenza maggiore e questo fa entrare in campo i nostri gusti, la nostra inventiva e i modelli che ci hanno maggiormente colpito e influenzato. Questi progetti sono però una minoranza e in genere si tratta di piccole pubblicità, videoclip o cortometraggi, mentre la maggior parte dei lavori è costituita da serie televisive e film.
Così, un bel giorno abbiamo cominciato a pensare a un prodotto realizzato interamente da StraneMani, del quale potessimo gestire in completa autonomia l'animazione e tutte le fasi relative. L'intenzione era quella di partire da un fumetto umoristico italiano di successo, perché siamo fermamente convinti che in Italia si trovino autori validissimi che non hanno ancora ricevuto la giusta attenzione. E naturalmente il pensiero è corso all'istante ai personaggi di Leo.
Il successo di pubblico che i suoi fumetti hanno avuto negli ultimi anni è sotto gli occhi di tutti, ma la nostra opinione è che meriterebbero una diffusione ancora maggiore e che una serie televisiva o un lungometraggio cinematografico consacrerebbero definitivamente uno dei grandi del fumetto italiano.
Attorno a quel filmato di Rat-Man stiamo ancora costruendo il cosiddetto "montaggio finanziario", cercando produttori interessati al progetto.
Quello di Venerdì 12, invece, ha un'altra storia. Avevamo da poco acquistato Flash, il noto e diffusissimo software di Macromedia per creare filmati di dimensioni ridotte e facilmente scaricabili e fruibili via Internet. Si tratta di un programma nato originariamente per produrre siti Web interattivi, ma che in breve è diventato lo strumento standard per la produzione di filmati d'ogni tipo. La ragione della sua diffusione sta nella sua elasticità e praticità d'uso: caratteristiche che consentono di animare oggetti, variarne la forma, il colore, le dimensioni. È possibile creare un'animazione fotogramma per fotogramma, oppure stabilire dei fotogrammi chiave, all'inizio e alla fine del filmato, e Flash pensa a creare i fotogrammi intermedi. Per gestire le immagini Flash utilizza inoltre una rappresentazione vettoriale, cioè linee e curve che non perdono di definizione per quanto il disegno venga ingrandito. Il contrario di quello che avviene con le normali immagini "bitmap" che, se ingrandite, peggiorano notevolmente.
Flash rappresenta una grande rivoluzione nel campo dell'animazione, perché ha messo in grado singoli creativi di realizzare cartoni animati, cosa che prima era possibile unicamente a studi professionali. Produrre cartoons è infatti un processo lungo e complesso, che esige anni d'esperienza e soprattutto una squadra numerosa e bene affiatata.
Per creare un secondo d'animazione sono necessari 25 fotogrammi, che i disegnatori devono realizzare uno a uno, con carta e matita. Il computer subentra solo nella fase finale, quando i disegni vengono acquisiti con lo scanner, colorati e montati. Occorre anche un mese di lavoro per produrre 30 secondi o poco più di animazione, a seconda della qualità richiesta. Perciò, per 80 minuti di film o 26 puntate di una serie televisiva, il numero degli animatori necessari per finire il prodotto in un tempo ragionevole (o "tempo-uomo") sale enormemente. E con esso, naturalmente, salgono i costi.
Con Flash invece una sola persona può portare a termine l'intero processo creativo, dallo studio dei personaggi all'animazione e alla coloritura finale. Questo piccolo miracolo tecnologico ha i suoi limiti: un'animazione creata con Flash è adatta per la visione in Rete. Per motivi tecnologici contingenti (computer in dotazione, velocità della connessione, ecc.) ogni utente può in teoria percepire il susseguirsi dei fotogrammi del filmato in maniera diversa, oppure notare un ritardo tra l'audio e il parlato dei personaggi, i cui movimenti potrebbero infine risultare "a scatti".
Anche l'animazione a disposizione è piuttosto semplificata, realizzata con deformazioni e cambiamenti di forma degli elementi del disegno. I personaggi dovranno quindi essere studiati in maniera specifica per Flash: forme "grafiche" e lineari, quindi, e colori piatti, un po' sul genere - per capirci - della serie South Park.
Il popolo della Rete ha decretato il successo di questo standard più per la natura delle storie e delle idee a cui rendeva possibile dare una forma, che per la qualità delle animazioni: nei siti proliferano infatti cartoni animati divertenti e trasgressivi che, per le loro tematiche troppo violente o volgari, non troverebbero spazio nei consueti canali di diffusione.
Riassumendo, anche noi volevamo mettere alla prova Flash realizzando un cartone animato. Per il nostro primo esperimento volevamo una storia comica e scoppiettante, e la scelta è caduta sull'episodio L'ultima carta, giudicato comprensibile anche a chi si accostava per la prima volta al fumetto e quindi l'ideale per presentare i personaggi e una eventuale serie. D'altra parte, è nostra opinione che il modo di raccontare di Leo sia molto cinematografico: spesso la sequenza delle vignette è simile alla successione dei fotogrammi di un cartone animato e questo ci ha aiutato molto.
In fase di realizzazione, abbiamo cercato di non distogliere Leo dal suo vero lavoro (scrivere e disegnare i suoi fumetti) e lo abbiamo disturbato lo stretto necessario, giusto per farci dare delle dritte sui personaggi. Era infatti necessario realizzare quelli che in gergo si chiamano "model", cioè una serie di viste del personaggio: di fronte, di profilo, di tre quarti e così via. Mentre nella realizzazione di un fumetto quest'aspetto può non essere fondamentale (specialmente se il disegnatore è sempre lo stesso, come nel caso di Leo), per le animazioni è fondamentale che vengano sempre rispettate le proporzioni del personaggio. Questo perché gli animatori non devono interpretare il personaggio, ma riprodurlo fedelmente.
Per fare un esempio, Leo ci ha confidato che non aveva mai realizzato un "model" di questo tipo di ù Giuda (perché non ne ha mai avuto bisogno!), mentre in un'animazione il medesimo personaggio viene disegnato da molte mani ed è quindi essenziale che lo stile non cambi.
Secondo noi il risultato è stato buono. Abbastanza da piacere a Leo, che ne è stato molto soddisfatto, e abbastanza da ricevere il maggior numero di preferenze da parte dei visitatori del sito Web della RAI www.rai.it e vincere il Pulcinella Net Award 2001.