Leo Ortolani presenta
RAT-MAN
Rat-Man © 2007 Leonardo Ortolani
COLLANE E SPECIALI
STAR RATS V
"Tanto tempo fa, in una galassia vicina, vicina..."
di Leo Ortolani
STAR RATS non è stata la mia prima volta.
Dalla sua uscita nei cinema, la mia strada e quella di Guerre Stellari si sono incrociate diverse volte, segno che qualcosa in quel film si è impresso in maniera indelebile nella mia immaginazione. O segno che sarebbe ora che crescessi.
Quando Guerre Stellari è arrivato sugli schermi io andavo ancora alle scuole medie.
I miei compagni di classe che avevano avuto la fortuna di vederlo al cinema, me ne parlavano entusiasti, con racconti su spade laser, Chewbacca e Lord Fener. Dal momento che mi dilettavo già con i fumetti, mi sarebbe piaciuto disegnare quella storia e condividere l'euforia generale.
Così afferrai uno dei miei compagni, Elvezio, detto "Fagiolo" per le ridotte dimensioni fisiche, e gli chiesi di raccontarmi per filo e per segno l'intera storia. Non ci riuscì. Era tutto una spada laser, un Lord Fener, un Chewbacca. A volte le tre figure si alternavano ma a parte un certo indugiare sulla figura di una principessa, illuminato da primitivi barlumi di cupidigia erotica, la storia che mi raccontò Fagiolo non aveva senso. Chi era Lord Fener? "Quello con la spada laser!" E Chewbacca? "Quello alto come Lord Fener!" E la principessa? "Mmmmh... aahh... ooohhh... sbavaz..."
Niente. Non avevo altri dati, o fotografie. Solo i racconti di "Fagiolo". Ma fortunatamente sul Corriere dei Piccoli era comparsa una parodia di Guerre Stellari con protagonista Braccobaldo. Mi accontentai di quella e, basandomi sui disegni del film secondo Braccobaldo, realizzai la mia prima versione di Star Wars a fumetti!
Quando uscì L'Impero colpisce ancora (regia di Irvin Kershner, 1980), il secondo capitolo della saga, guardai Fagiolo, lo sentii mormorare qualcosa tipo "Mmmh... principessa... ooohhh... spada laser..." e capii che non avrei potuto sopportare un altro racconto. Così, un pomeriggio, andammo a vederlo insieme al cinema. Era la prima volta in vita mia che andavo al cinema e vi lascio immaginare quale impatto provocò su di me la magia del grande schermo, soprattutto considerato quello che vi stavano proiettando sopra.
Ero entrato bambino, ne ero uscito uomo.
Non è vero, ma suonava bene. Purtroppo, diventai uomo solo il giorno in cui uscii dal cinema in cui avevo visto L'avventura degli Ewok (regia di John Korty, 1984), alcuni anni più tardi.
E alcuni anni più tardi ero già al liceo. Avevo visto tutti e tre i film e ne ero rimasto così affascinato che, alla fine del 1983, realizzai una nuova parodia di Guerre Stellari, basandola sui miei compagni di classe: Guerre Spannari. "Spannare" era il verbo assai poco ortodosso con cui, in linguaggio famigliare, indicavamo gli effetti dell'introduzione in un dado di un bullone sbagliato (la cui filettatura ne viene così "spannata"... insomma, ci siamo capiti). Allo stesso modo, noi poveri studenti venivamo spesso "spannati" da disastrose interrogazioni scolastiche. Chissà, forse studiando le cose sarebbero andate meglio ma resta il fatto che le espressioni "spannare", "mi hanno spannato in fisica", "ci spanna in latino" erano all'ordine del giorno. Va da sé che ogni riferimento di carattere sessuale era tragicamente voluto.
Il successo scolastico di "Guerre Spannari", dove noi studenti eravamo ovviamente i buoni ribelli e i professori erano i cattivi, mi spinse a realizzare anche due sequel: L'Impero colpisce ancora (sic!) nel 1984 e L'ultimo Jedi nel 1985.
A differenza delle prime due storie, puramente parodistiche, L'Ultimo Jedi era una storia (basata sui personaggi della saga cinematografica) con una sua timida dignità. Potremmo paragonarla a quelle tante storie a fumetti ispirate alla saga di Star Wars incentrate su personaggi di contorno o avvenimenti minori.
In questo caso, dopo la distruzione dell'Impero e la scomparsa di tutti i Cavalieri Jedi, un cargo mercantile guidato da due mercenarie entra nella "zona vuota", lo spazio in cui si racconta esistesse un tempo l'Impero. Qua, in un cimitero di astronavi, il fantasma di Darth Vader cerca ancora nuovi allievi per condurli verso il lato oscuro.
Chissà che un giorno non riesca a riproporre questa storia...
Anche l'avvento delle videocassette e dei primi videoregistratori portatili, ben lontani dalle videocamere di oggi, ci portò inevitabilmente a confrontarci con Star Wars.
Esistono infatti alcuni brani di videoregistrazioni in cui recitiamo "Guerre Spannari". Scene di esterni sulla neve, per simulare il pianeta Hot, con una testa di Taun Taun costruita in un giorno e una palla di gomma truccata da sonda, che emerge fluttuando da un cratere nella neve, grazie alla magia di una canna da pesca. Vassili, compagno di tante (dis)avventure e appassionato modellista aveva già preparato diversi modelli di astronavi, tra cui uno splendido incrociatore stellare di 60 centimetri, mentre io mi ero assunto il compito dei pupazzi, con un elegante Jabba in grado di muovere occhi e bocca.
Dopo due sessioni di riprese, il progetto ambizioso fu affossato miseramente. Il giorno in cui avremmo dovuto girare alcuni interni, Alberto, il possessore unico della videocamera, semplicemente non si presentò. Che fosse un modo per commentare con discrezione il livello delle nostre performance recitative?
Così finì miseramente il nostro film. Ci rimane però la soddisfazione di essere stati i primi a girare scene di Star Wars in digitale!
Anche il mio matrimonio ha avuto la sua parte di Guerre Stellari. La marcia nuziale era infatti tratta dalla marcia trionfale Throne Room che commenta la scena finale del film, quando la principessa Leia premia i suoi valorosi eroi.
I miei amici sostengono invece che l'unico elemento di fantascienza fosse che una donna avesse deciso di sposarmi.
Non ho idea di come in futuro Guerre Stellari incrocerà ancora la mia strada ma se quei signori vestiti di nero che vedo fuori dalla finestra non sono gli avvocati di George Lucas è possibile che Star Rats non sia l'ultima occasione.
Adesso scusate, ma sento che suonano con insistenza alla porta.
Che la Forza vi accompagni!
Dalla sua uscita nei cinema, la mia strada e quella di Guerre Stellari si sono incrociate diverse volte, segno che qualcosa in quel film si è impresso in maniera indelebile nella mia immaginazione. O segno che sarebbe ora che crescessi.
Quando Guerre Stellari è arrivato sugli schermi io andavo ancora alle scuole medie.
I miei compagni di classe che avevano avuto la fortuna di vederlo al cinema, me ne parlavano entusiasti, con racconti su spade laser, Chewbacca e Lord Fener. Dal momento che mi dilettavo già con i fumetti, mi sarebbe piaciuto disegnare quella storia e condividere l'euforia generale.
Così afferrai uno dei miei compagni, Elvezio, detto "Fagiolo" per le ridotte dimensioni fisiche, e gli chiesi di raccontarmi per filo e per segno l'intera storia. Non ci riuscì. Era tutto una spada laser, un Lord Fener, un Chewbacca. A volte le tre figure si alternavano ma a parte un certo indugiare sulla figura di una principessa, illuminato da primitivi barlumi di cupidigia erotica, la storia che mi raccontò Fagiolo non aveva senso. Chi era Lord Fener? "Quello con la spada laser!" E Chewbacca? "Quello alto come Lord Fener!" E la principessa? "Mmmmh... aahh... ooohhh... sbavaz..."
Niente. Non avevo altri dati, o fotografie. Solo i racconti di "Fagiolo". Ma fortunatamente sul Corriere dei Piccoli era comparsa una parodia di Guerre Stellari con protagonista Braccobaldo. Mi accontentai di quella e, basandomi sui disegni del film secondo Braccobaldo, realizzai la mia prima versione di Star Wars a fumetti!
Quando uscì L'Impero colpisce ancora (regia di Irvin Kershner, 1980), il secondo capitolo della saga, guardai Fagiolo, lo sentii mormorare qualcosa tipo "Mmmh... principessa... ooohhh... spada laser..." e capii che non avrei potuto sopportare un altro racconto. Così, un pomeriggio, andammo a vederlo insieme al cinema. Era la prima volta in vita mia che andavo al cinema e vi lascio immaginare quale impatto provocò su di me la magia del grande schermo, soprattutto considerato quello che vi stavano proiettando sopra.
Ero entrato bambino, ne ero uscito uomo.
Non è vero, ma suonava bene. Purtroppo, diventai uomo solo il giorno in cui uscii dal cinema in cui avevo visto L'avventura degli Ewok (regia di John Korty, 1984), alcuni anni più tardi.
E alcuni anni più tardi ero già al liceo. Avevo visto tutti e tre i film e ne ero rimasto così affascinato che, alla fine del 1983, realizzai una nuova parodia di Guerre Stellari, basandola sui miei compagni di classe: Guerre Spannari. "Spannare" era il verbo assai poco ortodosso con cui, in linguaggio famigliare, indicavamo gli effetti dell'introduzione in un dado di un bullone sbagliato (la cui filettatura ne viene così "spannata"... insomma, ci siamo capiti). Allo stesso modo, noi poveri studenti venivamo spesso "spannati" da disastrose interrogazioni scolastiche. Chissà, forse studiando le cose sarebbero andate meglio ma resta il fatto che le espressioni "spannare", "mi hanno spannato in fisica", "ci spanna in latino" erano all'ordine del giorno. Va da sé che ogni riferimento di carattere sessuale era tragicamente voluto.
Il successo scolastico di "Guerre Spannari", dove noi studenti eravamo ovviamente i buoni ribelli e i professori erano i cattivi, mi spinse a realizzare anche due sequel: L'Impero colpisce ancora (sic!) nel 1984 e L'ultimo Jedi nel 1985.
A differenza delle prime due storie, puramente parodistiche, L'Ultimo Jedi era una storia (basata sui personaggi della saga cinematografica) con una sua timida dignità. Potremmo paragonarla a quelle tante storie a fumetti ispirate alla saga di Star Wars incentrate su personaggi di contorno o avvenimenti minori.
In questo caso, dopo la distruzione dell'Impero e la scomparsa di tutti i Cavalieri Jedi, un cargo mercantile guidato da due mercenarie entra nella "zona vuota", lo spazio in cui si racconta esistesse un tempo l'Impero. Qua, in un cimitero di astronavi, il fantasma di Darth Vader cerca ancora nuovi allievi per condurli verso il lato oscuro.
Chissà che un giorno non riesca a riproporre questa storia...
Anche l'avvento delle videocassette e dei primi videoregistratori portatili, ben lontani dalle videocamere di oggi, ci portò inevitabilmente a confrontarci con Star Wars.
Esistono infatti alcuni brani di videoregistrazioni in cui recitiamo "Guerre Spannari". Scene di esterni sulla neve, per simulare il pianeta Hot, con una testa di Taun Taun costruita in un giorno e una palla di gomma truccata da sonda, che emerge fluttuando da un cratere nella neve, grazie alla magia di una canna da pesca. Vassili, compagno di tante (dis)avventure e appassionato modellista aveva già preparato diversi modelli di astronavi, tra cui uno splendido incrociatore stellare di 60 centimetri, mentre io mi ero assunto il compito dei pupazzi, con un elegante Jabba in grado di muovere occhi e bocca.
Dopo due sessioni di riprese, il progetto ambizioso fu affossato miseramente. Il giorno in cui avremmo dovuto girare alcuni interni, Alberto, il possessore unico della videocamera, semplicemente non si presentò. Che fosse un modo per commentare con discrezione il livello delle nostre performance recitative?
Così finì miseramente il nostro film. Ci rimane però la soddisfazione di essere stati i primi a girare scene di Star Wars in digitale!
Anche il mio matrimonio ha avuto la sua parte di Guerre Stellari. La marcia nuziale era infatti tratta dalla marcia trionfale Throne Room che commenta la scena finale del film, quando la principessa Leia premia i suoi valorosi eroi.
I miei amici sostengono invece che l'unico elemento di fantascienza fosse che una donna avesse deciso di sposarmi.
Non ho idea di come in futuro Guerre Stellari incrocerà ancora la mia strada ma se quei signori vestiti di nero che vedo fuori dalla finestra non sono gli avvocati di George Lucas è possibile che Star Rats non sia l'ultima occasione.
Adesso scusate, ma sento che suonano con insistenza alla porta.
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